Prospettive (14/10/10)

Qualche giorno fa mi trovavo al bar con due miei amici, entrambi giornalisti molto seri e rispettabili. Avevano chiesto di incontrarmi perché entrambi erano stati incaricati dai rispettivi direttori di partecipare ad un torneo di Texas Hold’Em e volevano che io spiegassi loro le regole del gioco.
Ovviamente lo feci di buon grado e conoscendo il loro rigore e la loro meticolosità nello scrivere, cercai di dare il meglio di me stesso per rendere una giornata sufficiente ad imparare il gioco. I risultati mi sembrarono buoni, entrambi padroneggiavano le regole e avevano compreso i fondamentali.
Oggi mi sono precipitato in edicola per comprare i giornali e leggere i loro resoconti, curioso di sapere come si fossero trovati in questa nuova avventura.
Ecco cosa ho letto:
Mario Rossi per la Gazzetta di Paperopoli
Titolo: “Nella bisca XYZ a giocare il famigerato Poker all’Americana”
Sono già le 9 di sera, quando vengo clandestinamente introdotto in una bisca per prendere parte al gioco di azzardo. Sono nervoso, l’aria che si respira è pesante, mi sento completamente a disagio.
Appena entrato mi accorgo di essere circondato da un nugolo di persone così diverse all’apparenza, ma così simili tra loro in quanto tutte pervase dal demone del gioco. Età, ceto ed estrazione sociale si mischiano, ma le facce che mi circondano sono tutte segnate da un vizio che non risparmia nessuno.
In particolare mi colpisce subito l’abbigliamento dei più giovani. È sciatto, privo di personalità e poco curato. Molti di loro sono vestiti con capi offerti in regalo dalle Poker Room, segno di come tale mania pervada le loro menti in ogni occasione della giornata.
Mi registro al torneo cercando di tenere nascosti i soldi fino all’ultimo momento, provo imbarazzo quando mi chiedono nome e cognome. Dopo aver pagato ricevo un fogliettino in cui trovo scritto il posto in cui dovrò giocare e mi dirigo verso una sala scura ed appartata.
Non appena mi siedo, mi colpisce lo sguardo di una ragazza che svolge la funzione di croupier. È giovane, perché lavora la notte in un posto simile? Ha uno sguardo alienato, dovrà compiere un lavoro molto meccanico consecutivamente per ore per pochi soldi.
In breve tempo, molti altri giocatori raggiungono il mio tavolo. Li osservo con attenzione per cercare di capire chi mi troverò di fronte. Molti di loro si salutano, segno che passano molte delle loro serate in questo posto di perdizione. Chissà perché questo gioco venuto da una terra povera di valori e sempre attenta ai soldi può piacere anche in Italia?
Accanto a me siede un ragazzo che ascolta la musica. Probabilmente preferisce stare solo anche in questa circostanza, il gioco infatti rovina i rapporti umani e rende la comunicazione difficile. Il vizio del poker isola e probabilmente non vuole parlare con nessuno.
Gioco per circa un’ora quando un ragazzo urla in tutta la sala che ci saranno 10 minuti di pausa.
Durante la pausa mi si avvicinano delle persone. Tutte vogliono raccontarmi qualcosa che è appena successa nel gioco, sono monotematici, usano un linguaggio criptico, fatto di un gergo a me incomprensibile e mi sento veramente un estraneo. Hanno creato una micro-comunità chiusa e impenetrabile che respinge chi si avvicina.
Mi dirigo allo spaccio e vedo come l’alcool scorre a fiumi. È tipico del gioco associarsi con altri numerosi vizi, segno di come la solitudine e disperazione dell’uomo che frequenta il posto sia rinvenibile in ogni suo atteggiamento e comportamento.
Il gioco prosegue per lunghe ore, in cui mi tocca assistere a diverbi, imprecazioni e comportamenti maleducati che mi fanno rimpiangere di essere venuto.
Il gioco sembra interminabile, ora che siamo rimasti in pochi la tensione è alta, le facce corrugate, assorte nel vizio, stanno per rivivere le delusioni che caratterizzano le loro vite. Allo stesso tempo il demone del gioco continua a illudere, anche questa sera torneranno a casa con l’impressione di essere stati vicini ad una fatua vittoria che inevitabilmente si trasforma in sconfitta.
Dietro al tavolo, semi nascosta scorgo una piccola coppa di latta: mi spiegano che verrà assegnata al vincitore del torneo. Un’altra piccola ipocrisia di questo mondo, tutti sono lì a giocare per vincere dei soldi e dunque sottrarli agli altri, nessuno si cura di queste piccolezze.
Rimasti in pochi vengo finalmente eliminato, tiro un profondo sospiro di sollievo, erano ore che giocavo inutilmente, guardo l’orologio e scopro con disperazione che sono le 4 di mattina. Esco dalla bisca, è piena notte, in giro solo pochi nottambuli, le facce stanche e disperate dei giocatori rimasti, la compulsione vince su alcuni di essi e si precipitano a giocare ancora, pur essendo stati eliminati dal torneo principale. Io mi sento già molto alleggerito, 50 euro buttati via, tante ore vuote e poi una carta decide il tutto! Da me non avranno mai più nulla, questo è certo. Con grande gioia, mi allontano velocemente e salgo sulla mia macchina per tornare alla vita regolare, sana, fatta di solidi affetti e relazioni, lontano dai vizi e dalle esagerazioni.
Carlo Bianchi per la Gazzetta di Topolinia
Titolo: “Grande manifestazione di Poker Sportivo nell’esclusivo Circolo XYZ”
Sono molto eccitato all’idea di trascorrere una serata piacevole all’insegna del divertimento. Entro in un locale molto pittoresco e caratteristico che mi permette immediatamente di ambientarmi.
Appena entrato noto con piacere come tale passione sia completamente trasversale, dall’uomo di affari all’operaio, passando per la casalinga e al giovane ragazzo. È bello vedere come vi siano locali di intrattenimento che coinvolgono persone così diverse che si scambiano esperienze, permettono una comunicazione intergenerazionale e annullano differenze e diversità per accomunare nel divertimento.
In particolare mi colpisce subito l’abbigliamento dei più giovani. È moderno, colorato e attraverso esso, i ragazzi espongono come un vanto la loro passione per il Poker.
La registrazione al torneo è un altro momento di divertimento, i giocatori sono tutti ansiosi e contenti di poter cominciare, la fila è ordinata e l’organizzazione è impeccabile. Mi fanno estrarre un posto e pieno di speranze mi dirigo al campo di gara, allestito per l’occasione in una sede adeguata e separata, luci soffuse danno un tono di riguardo degno dell’evento.
Non appena mi siedo, rimango piacevolmente stupito dal trovare una giovane e carina ragazza che mi offre il suo sorriso. Sono encomiabili questi giovani ragazzi che si conquistano una autonomia economica attraverso un lavoro di grande responsabilità che permette di intrattenerti con persone gradevoli, allo stesso tempo tenendo però gli occhi ben aperti per rendere il gioco fluido e lineare. Sono dei veri arbitri e la loro professionalità salta subito agli occhi.
In breve tempo, molti altri giocatori raggiungono il mio tavolo. Li osservo con attenzione per cercare di capire chi mi troverò di fronte. Molti di loro si salutano, segno che questo gioco permette anche al tavolo di conoscersi e socializzare. Del resto, un gioco che va per la maggiore in America, terra dell’innovazione e dove certo non mancano i divertimenti, era chiaramente destinato ad affermarsi anche in Italia!
Accanto a me siede un ragazzo che indossa accessori originali. Chiacchieriamo amabilmente, ma appena il gioco entra nel vivo, ecco che si mette l’I-POD e cerca di raggiungere la massima concentrazione. Questo in effetti è un gioco che richiede attenzione ed anche il minimo particolare può fare la differenza!
Gioco per circa un’ora, il divertimento è tanto, quando improvvisamente il direttore del torneo comunica che abbiamo a disposizione 10 minuti di pausa.
Durante la pausa mi si avvicinano diverse persone. Tutte ancora elettrizzate dalle emozioni del gioco, cercano di condividere con gli altri le esperienze appena vissute. Anche con me, raccontano ciò che è successo loro con tale dovizia di particolari che mi sento immediatamente coinvolto e capisco perfettamente ciò che mi stanno comunicando. In soli dieci minuti ho già appreso dei termini nuovi e relativi al gioco che mi permettono ora di sentirmi uno di loro!
Mi dirigo al bar e ordino una bella birra ghiacciata e torno al tavolo munito di tutti i confort di cui ho bisogno. Possiamo tutti mangiare e bere in compagnia, addirittura uno dei giocatori, dopo aver vinto un colpo fortunato si propone di offrirmi un drink per consolarmi. Un bel brindisi in compagnia diventa subito realtà ed è un altro modo divertente e conviviale per vivere l’esperienza di gioco con gli altri.
Il gioco mi appassiona a tal punto che le ore volano, assisto a intermezzi divertenti, con scambi di battute esilaranti tra i giocatori, piccole prese in giro che condiscono di ironia la serata ed un linguaggio piccante che coinvolge tutto il tavolo in un turbine di emozioni.
Il gioco prosegue, la gara è ora tra pochi partecipanti, il momento sportivo è al suo culmine e le vere qualità degli atleti verranno chiamate in causa tra breve. Bisogna avere resistenza e nervi saldi, questo gioco veramente aiuta a prepararsi alla vita e ti insegna a superare le difficoltà. La vittoria è un giusto premio per chi la persegue con forza, ma anche la sconfitta è foriera di grandi insegnamenti e ci riporta continuamente alla realtà abituandoci a superare i momenti difficili
Dietro al tavolo troneggia una splendida coppa, che mi spiegano verrà assegnata al vincitore del torneo. Un trofeo che manifesta in pieno il prestigio che si acquisisce vincendo la manifestazione, gli occhi dei giocatori sono tutti lì, a sognare di vincerla, una giusta ricompensa per uno sforzo degno di nota e che merita un giusto riconoscimento.
Rimasti in pochi vengo purtroppo eliminato, è grande il rammarico, ma questo è il bello del gioco. Guardo l’orologio e scopro che sono le 4 di mattina, domani mi aspetta la solita giornata noiosa in ufficio. Esco dal locale e mi accorgo che la notte è ancora giovane per i pokeristi, sempre vogliosi di fare, alcuni di essi si rituffano nel gioco ancora pieni di entusiasmo. Io mi sento stanco ma contento, con soli 50 euro, il costo di una cena fuori, ho giocato per molte ore in un luogo confortevole e colmo di gente allegra. Saluto tutti e mi dirigo verso la mia macchina ripromettendomi di tornare appena possibile, ho appena scoperto un nuovo mondo ed intendo viverlo appieno!



