Gioco Digitale contro il ricorso del Codacons  (01/08/08)

"E' molto strana la decisione del Codacons. La decisione di autorizzare il gioco del poker online risale al 2006 quando furono introdotti i giochi di abilità e, attraverso un emendamento alla finanziaria poi convertito in legge, si diede la definizione legale di come i giochi di carte in forma di torneo fossero considerati dei giochi di abilità.

Ed è qui che, secondo me, si sta facendo confusione: lo stato italiano non sta legalizzando il gioco del poker - che è e continua ad essere nella tabella dei giochi d'azzardo proibiti - ma bensì il gioco dei tornei di poker sportivo, che sono un gioco di abilità (e quindi non d'azzardo), con ben precise limitazioni. Per quanto possa sembrare sottile è una differenza enorme; in un torneo di poker metto in gioco solo la quota di iscrizione (che per legge va da 50 centesimi a 100 euro), non posso perdere nulla di più e mi confronto alla pari con altri partecipanti in una partita di lunga durata dove anche l'alea delle carte si equalizza e ciò che prevale è la mia abilità mentale e strategica. E' come il tennis, il golf o il risiko. I tornei di poker durano così tanto (ore o addirittura giorni) e richiedono così tanta concentrazione, studio ed abilità che pensare che possano sviluppare compulsività è veramente difficile.
 

Se lo raffronto con quanto sforzo mi è richiesto per fare una giocata da 10 secondi ad una slot o grattare un biglietto di lotteria istantanea – precisa Gualandri -  non c'è veramente confronto, è come pensare di diventare alcolizzati bevendo birra analcolica. Bisogna stare quindi molto attenti a non basarsi su pregiudizi morali e scarsa informazione. Detto questo condivido totalmente l'attenzione al fenomeno della ludopatia e della pericolosità del gioco compulsivo e, poiché mi sento di fare parte di un segmento della più ampia industria dell'intrattenimento (come ad esempio il cinema e i videogiochi), credo sia un nostro preciso dovere ed interesse prevenire, evitare e curare questi eccessi di una parte minoritaria di soggetti evitando di colpevolizzare la stragrande maggioranza di normalissimi giocatori. Le sigarette creano dipendenza, in tutti i loro consumatori; il vino è abusato dagli alcolisti, una minima frazione dei suoi consumatori. Non facciamo confusione".

 

FONTE: JAMMA.IT

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