Intervista a Giovanni Bruzzi
Tratto da: CPI n° 09 - Luglio
Categoria: Libri e poker
Scritto da: Russo Alberto
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Avrò avuto più o meno 14 anni quando vidi per la prima volta il film di Pupi Avati "Regalo di Natale". Era una di quelle sere in cui finisci per addormentarti sul divano, riapri gli occhi e trovi un film appena iniziato. Riconobbi subito Diego Abatantuono ma notai immediatamente qualcosa di diverso in lui. L'atmosfera non sembrava affatto quella di una commedia di Vanzina, i flash back in bianco e nero e il pianoforte di sottofondo non avevano molto in comune con le urla del Ras del Quartiere. Non avevo mai visto prima una pellicola così incentrata sul tema del poker e, da appassionato, non fu difficile per me rimanere intrappolato nella psicologia di quei personaggi magistralmente interpretati da Carlo Delle Piane (Leone d?oro a Venezia) e Diego Abatantuono (Nastro d?argento). Il montaggio alternato tra le espressioni dei giocatori e le carte che hanno in mano costringe lo spettatore a prendere parte alla partita, ad entrare nella psicologia del gioco e rimanerci intrappolato fino all?ultima fatidica mano. Una conclusione amara e sprezzante, che lascia addosso una sensazione di estrema crudeltà, quasi di incredulità, la stessa che compare sul volto di alcuni dei protagonisti alla fine del film. Ma la vera protagonista del film, il motore immobile della sceneggiatura, è la partita stessa. Una partita di poker terribile e spietata costruita a tavolino da una mente geniale ed esperta. Mai avrei potuto immaginare che a quindici anni di distanza da quella notte insonne avrei trascorso un pomeriggio insieme all?uomo che quella partita l?ha partorita da zero nella sua mente: Giovanni Bruzzi. Anzi, "Il Professore" come lo chiamano tutti da sempre, ha fatto molto di più. Lui quella partita, quando faceva il biscazziere clandestino, l'ha organizzata davvero. Poi ne ha fatto una sceneggiatura cinematografica ed è andato a bussare alla porta del regista Pupi Avati per presentargliela e sentire cosa ne pensava. Il resto è storia dei giorni nostri. Potreste stare ore, perfino giorni, ad ascoltare gli aneddoti del ?professore? e vi garantisco che non vi annoiereste mai. Fiorentino di nascita, classe 1936, Giovanni Bruzzi ha diviso la sua vita tra la pittura ed il gioco d'azzardo. Pronipote del maestro Stefano Bruzzi (artista del XIX secolo), l'eccentrico Giovanni finito il liceo decide di avventurarsi in un viaggio in bicicletta fino a Parigi pedalando per nove giorni consecutivi. Nella patria degli impressionisti frequenta soprattutto musei e scopre l?arte moderna che non era ancora giunta in Italia. ?Non era semplice per un pittore giovane e squattrinato mantenersi a Parigi? mi racconta Bruzzi, ?Frequentando un gruppo di intellettuali conobbi un poeta spagnolo che mi introdusse a lavori notturni in qualche locale francese?. In una di quelle sere del 1961, Giovanni incontra per la prima volta il gioco d?azzardo. ?Una gang di greci mi propose di fare semplicemente il palo per le guardie mentre loro tenevano il gioco delle tre carte nella stazione Chatelette di Metrò. Era un?occupazione perfetta, lavoravo poco e guadagnavo bene. In meno di un anno i greci con quel giochetto avevano guadagnato talmente tanto che si comprarono un ristorante in pieno centro!? L?estate Giovanni torna in Italia per dipingere nel suo studio. Amante della vita notturna comincia a frequentare anche i night club di Firenze, conosce un gruppo di biscazzieri fiorentini e viene a contatto con il boss del gioco d?azzardo in Toscana. Scaltro e incensurato, amante della bella vita e già inserito nel mondo dell?azzardo, a soli 26 anni Giovanni sembra comunque essere la persona che il boss stava aspettando. Gli propone di diventare il presidente dei suoi circoli (roulette, poker, chemin de fer) offrendogli larga autonomia e lautissimi guadagni. Da quel momento e per gli anni a seguire Giovanni Bruzzi si dedicherà al gioco d?azzardo clandestino in ogni sua forma, dalle partite con bari alle corse dei cavalli truccate, guadagnandosi l?appellativo di ?Professore?e vivendo situazioni al limite della realtà. Ha lavorato come ?clanda? (bookmaker clandestino) per Franco Nicolini, detto ?Er criminale?, uomo della banda della Magliana. Se vi affascinano queste storie di mondi sommersi vi consiglio vivamente di leggere il suo libro ?Professione Biscazziere?(Alcuna Editrice). Temo che finirete come me per leggerlo tutto d?un fiato. Ma queste sono altre storie. La partita di poker ispiratrice del film ?Regalo di Natale? si giocò in una villa del litorale romano nel gennaio del 1981. ?Ci eravamo addestrati per oltre quattro mesi. Io ero l?organizzatore, tenevo la cassa e garantivo sulle solvibilità delle persone. Poi c?era il baro professionista e due compari. Avevamo anche un uomo sul tetto che controllava che non arrivasse la polizia. Il baro prendeva il 50% della vincita, i compari il 25% a testa e io prendevo il 10% dal baro. La partita andò grosso modo come quella che racconta il film, con una piccola differenza: nella realtà la vittima ha perso molto, ma molto di più di quanto non accada nella finzione del film?. Qualche anno più tardi Bruzzi vede il film ?Impiegati? di Pupi Avati e rimane affascinato dal modo in cui il regista riesce a rappresentare i microcosmi e a caratterizzare fortemente i protagonisti. Contatta Pupi Avati e gli parla della sua idea di sceneggiare una partita di poker. ?E? tanto che ho voglia di confrontarmi col mondo dell?azzardo? gli dirà Pupi invitandolo ad incontrarsi alla Fiera di Bologna qualche settimana più tardi. ?Era l?agosto del 1985. Mi disse che l?idea era buona e che ci saremmo visti a Roma il mese successivo per definire i dettagli. Nel frattempo lui avrebbe scelto gli attori e riadattato la sceneggiatura. Identificò i ruoli dei personaggi e aggiunse la storia del tradimento?. Il 17 febbraio 1986 comnciano le riprese del 17° film di Pupi Avati (evviva la superstizione..!) nella villa di Fregene, vicino Roma. Le riprese dureranno due mesi. Avati vuole per primo girare le scene della partita e poi il resto del film. Sono le scene più difficili, le più impegnative soprattutto per Bruzzi. ?Ogni volta che qualcosa non andava era necessario rimettere al loro posto tutte le fiches e ripreparare la distribuzione delle carte. Al massimo si riuscivano a girare due minuti di pellicola buona al giorno? racconta Bruzzi. ?C?è da considerare poi che la partita non era stata messa nel copione, solo io avevo i fogli con il dettaglio delle mani. Questo per fare in modo che gli attori entrassero meglio nell?azione del gioco. Facevo ripetere e ripetere le scene perché notavo magari qualche dettaglio che secondo me non andava bene. Spesso ci siamo presi anche a parolacce con gli attori, loro sul set riconoscono solo la figura del regista e invece ero io che spesso volevo ripetere le scene?. Ed evidentemente il suo contributo l?ha dato a ragion veduta Bruzzi: il film riscuote un successo enorme al cinema e vince diversi premi nei festival più importanti. Bertarelli lo include nel suo libro ?Il cinema italiano in 100 film? come uno dei cento film italiani più importanti su oltre 40.000 e la rivista Ciack lo inserisce nella top ten su 1134 film degli anni 80. Diventa una pietra miliare del cinema italiano e molti lo identificano ancora oggi come il capolavoro del regista bolognese. Dopo diciassette anni (1986-2003) esce al cinema ?La rivincita di Natale?, fortemente voluto dagli attori stessi (Haber, Abatantuono, Cavina, Heastman e Delle Piane) che nel 2001 chiedono ad Avati di cominciare a lavorare al sequel. Nuovamente dovrà essere Giovanni Bruzzi ad occuparsi di sceneggiare la nuova partita ed il nuovo imbroglio. Ne uscirà un intrigo che molto più del primo si tinge di giallo, un finale ancor più complicato che solo nelle ultimissime battute si riuscirà a comprendere. Ed è nuovamente un successo, basti dire che Sky lo passerà in programmazione oltre 90 volte. Ma il ?professore? ha già pronto nel cassetto il terzo atto della commedia, anteprima assoluta che svela in esclusiva solo per i lettori di Card Player Italia. ?L?ho chiamata LA BELLA DI NATALE. La sceneggiatura è già pronta e la custodisco in attesa di una nuova chiamata di Avati. Non posso rivelarti nulla purtroppo, posso solo dire che lo stimolo stavolta partirà da Lele (Alessandro Haber) che è l?unico che ha sempre perso fin?ora?.

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