Consigli empirici sui Sit & Go - prima parte (20/10/10)

Proviamo a ragionare su un concetto base del Sit&Go: è in sostanza un torneo in miniatura. Il numero fisso di giocatori e la velocità del torneo, offrono notevoli vantaggi. Il più importante, eppure il meno discusso è che permette di ricreare all’infinito la stessa situazione.
Tutto questo in un torneo è impossibile. Il numero di giocatori cambia volta per volta e muta dunque il montepremi: rivivere la stessa situazione un numero di volte tale, per cui la statistica operi è utopistico.
Ciò che piace ai giocatori abili è la possibilità di sfruttare pienamente tali loro maggiori capacità, ricreando situazioni profittevoli nel tempo. A quel punto, il risultato singolo è privo di significato. Infatti, se giocando bene si ha la certezza di vincere il 60% dei colpi, nessuna importanza riveste il vincere questo o un altro colpo quando sono tutti uguali o almeno molto simili.
In un torneo non è così: un giocatore che realmente possiede un Edge sugli altri, sarà certamente un favorito sempre e comunque nel gioco, ma il singolo colpo mantiene grande importanza. È fin troppo ovvio argomentare che perdere quando si è ad un passo dal Final Table del Main Event del WSOP e poi vincere due coinflip quando ci si gioca un caffè con un amico, non permette di aver messo a frutto la propria maggiore abilità. Eppure si sono vinti ben 2 colpi su 3 perché si è giocato meglio.
La chiave è tutta qui. Un torneo non è ripetibile, per cui perdere un colpo verso la fine corrisponde ad una grande differenza in termini, mentre salire spesso in chips, grazie alla propria superiore abilità, a nulla porta se la sequenza si interrompe sul più bello.
Ecco perché assimilo un Sit&Go con il cash game. In partita libera infatti, una persona che gioca con raziocinio si troverà in situazioni sempre estremamente vicine tra loro. Avrà spesso la stessa cifra davanti a sé e l’importo dei piatti, seppur diverso, sarà sempre ricompreso all’interno di un range abbastanza ridotto. Pertanto, a fine anno, il giocatore più abile, avrà la giusta ricompensa per questa sua superiore abilità. Immagino anche che il numero di colpi da giocare per prevalere su avversari meno dotati sia relativamente basso. Nei tornei potrebbe non esserci giustizia neanche dopo migliaia di partecipazioni. Nel cash, giocati qualche migliaio di colpi sarà ben difficile argomentare di essere stati sfortunati.
Il S&G è la stessa cosa: un torneo in miniatura che nel tempo premia decisamente il più forte. La fortuna, dopo un migliaio di partite incide in una percentuale infinitesimale.
La differenza tra il cash ed il Sit&Go consiste invece nelle diverse qualità che deve possedere un giocatore. Nel cash è prevalente la capacità di giocare il flop, si è quasi sempre deep visto i blind fissi e raramente si va all in preflop. Nel Sit&Go è fondamentale giocare bene preflop ed interpretare i continui cambiamenti nel gioco, dovuti a bui che variano ed al numero dei giocatori al tavolo. Tutto molto semplificato, però il centro del discorso è questo. Nel cash inoltre ogni decisione va presa a sé, nel Sit&Go va presa in ottica di una strategia di gara, avendo le chips un valore variabile e non potendo il giocatore ricaricare.
Entrambe le forme di gioco non sono influenzate nel lungo periodo dalla fortuna! Questo è certo.
Da queste premesse, ne discende che il S&G è un modo per trasformare un torneo in una partita CASH. Eppure i Sit&Go si trovano sempre sotto la sezione “Tornei” nelle Poker Room!
Visto che il Sit&Go è allora ripetibile nel tempo, provo a dare alcuni consigli che sono frutto proprio dell’esperienza di gioco e del fatto che tanto ne parta un altro subito dopo. La parola d’ordine è allora massimizzare il risultato sperato, perché a fine anno giocare bene coincide perfettamente con il vincere.
Continua nella seconda parte...
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