"Confiteor", il momento della confessione (12/10/10)

Il poker è un gioco in cui mentire o trasmettere informazioni distorte è non solo del tutto lecito, ma addirittura consigliabile. E’ certamente eticamente corretto e paradossalmente talvolta è proprio la nuda e cruda verità ad essere considerata border line.
Taluni giocatori sono maestri nel far trasparire emozioni e sensazioni controllate ad arte e finalizzate all’inganno, altri sono più limpidi e diretti nei loro comportamenti. Tutti i giocatori, seppur con intensità diverse, cercano di mascherare qualcosa al tavolo. Un vecchio adagio del mondo del poker, teorizzato in maniera compiuta per la prima volta da Mike Caro recita così: “Comportamenti che dimostrano forza spesso nascondono debolezza e viceversa”. Tale affermazione è certamente vera, in particolare se messa in pratica da un giocatore inesperto e poco smaliziato.
Con il seguente articolo mi riprometto di aggiungere un elemento alla discussione riguardo ai comportamenti al tavolo ed alla loro interpretazione.
Sarà che il mio nickname preferito è “confiteor”, ossia “io confesso” in latino, per cui mi sento di affermare che esiste veramente un momento della confessione! Esiste cioè un frangente in cui il 99% dei giocatori di poker è onesto e dice sinceramente ciò che pensa.
E’ una affermazione forte la mia, forse financo presuntuosa, eppure nella mia esperienza non è stata ancora mai tradita.
Il momento della confessione si manifesta con l’eliminazione dal torneo di un giocatore.
Talune eliminazioni sono del tutto fisiologiche, alcune mani si giocano da sé, sono forzate e nessun elemento può essere colto. Ma talvolta il giocatore eliminato è stato protagonista di una mano particolare, ossia che poteva essere giocata in molte maniere o addirittura esce in bluff.
Quello è il momento in cui dovete aprire le orecchie!
I giocatori avveduti sono molto gelosi delle loro giocate, della loro mentalità e delle loro carte, eppure anche il più timido e riservato al tavolo spesso non può sottrarsi dal commentare l’uscita di un opponent. Del resto si sta seduti al tavolo per lunghe ore, l’eliminazione è un momento topico e spesso suscita chiacchierate improvvise. Tutto ciò è fisiologico, c’è un po’ di noia in giro e la conversazione verterà certamente sull’ultima mano, inoltre se qualcuno è stato eliminato uno showdown ci deve essere e tanti elementi sono a disposizione degli occhi dei giocatori. Questo lo sanno tutti. Io vi invito ad usare invece le orecchie. I commenti degli altri sono una miniera di informazioni. Lì l’arte della falsa rappresentazione non è ancora arrivata che io sappia.
Facciamo alcuni esempi per capirci meglio: un giocatore con uno stack in average esce con un bluff portato avanti su tutte le strade. I commenti varieranno tra le molte critiche alla giocata, fino a qualche raro sguardo di ammirazione. Le critiche quali “il board era pericoloso io non lo avrei fatto” aiutano fino ad un certo punto, ma la frase che vale tanto oro quanto pesa è “che matto, come si fa ad uscire così da un torneo?”. Questo giocatore non farà mai una cosa del genere. Punto e basta. Saperlo è molto importante, un grosso bet all in sul river dopo che ha comandato il colpo non sarà mai un bluff. Un commento quale “ci ha provato è stato sfortunato”, sotto sotto offre una legittimazione al colpo. Egli potrebbe farlo. O ancora “questo gioca proprio strano”. Lui non condivide, uscire dal torneo per lui deve coincidere con il perdere un colpo con carte molto forti. Forse un pessimo giocatore, probabilmente tight, certamente poco incline al bluff.
Torniamo alle frasi rivelatrici di una tendenza che io affermo essere quasi sempre sincera.
Colui che viene eliminato ha perso 100 big blind con top pair top kicker? Ebbene commenti tipo “è stato sfortunato” oppure “cosa doveva fare” rivelano giocatori inesperti che si fanno guidare dal valore delle loro carte e non le collocano mai nel contesto. Evitate di bluffare loro se scende una scary card, essi non passeranno mai perché le loro carte sono rimaste le stesse. Anche dopo la discesa di una carta che chiude tutte le draw del mazzo essi avranno ancora top pair. Risparmiate le chips.
Un giocatore perde 100 big blind dopo aver limpato UTG con AA e sentite cose tipo “gli sta bene per aver limpato!”. Ottimo: sapete che i suoi limp non nascondono mai una sorpresa sgradevole.
Se, sempre ad esempio, il commento fosse invece “accidenti anche lui con AA è uscito”, si ripresenta lo stesso scenario, giocano solo con le loro carte, passare AA non viene neanche preso in considerazione, il board è ininfluente nella valutazione del colpo.
Proseguendo, magari vi capiterà di assistere ad un giocatore che viene eliminato mostrando allo showdown A7? Ebbene commenti come “giocano sempre Ax!” denotano un giocatore solido. Forse inesperto ma solido. Vi giocate il resto contro di lui con A9 se sul board è presente un asso?
L’eliminazione può coincidere con un cosiddetto “scoppio” talvolta. Allora sappiate che se il commento è “questo gioco lo fanno le carte ed è tutta fortuna” et similia, il giocatore in questione non blufferà mai. Il gioco per lui lo fanno le carte, non i giocatori o il modo di giocare. Se lo fanno le carte, il bluff a che serve? Sappiate che i suoi bet e call potranno essere molto light perché tanto egli sa che a questo gioco per vincere bisogna essere fortunati, per cui non si tira certo indietro nell’inseguire draw poco probabili, però non blufferà.
E ancora, “con coppia si giocano tutto”, “vedono AK e vanno all in”, “AQ call all in?” etc. Sono frasi davvero preziose, pronunciate da chi è ancora al vostro tavolo! Sfruttate queste informazioni! Uno che teorizza che AK non sia una mano sufficiente per rischiare il torneo in quel momento è un ottimo target per i vostri reraise, il pericolo è davvero minimo.
Sentite un commento di critica per aver giocato con carte molto scadenti? Egli non le giocherà, è umano che dopo aver criticato qualcuno si cerchi di evitare di trovarsi in una situazione simile. Nessuno ama farsi criticare dopo aver fatto la morale agli altri.
Se la frase fosse “anche a me ieri è successo che…” sapete che voi in questo torneo cercherete di fare di tutto in modo che questo giocatore domani abbia un'altra storia molto triste da raccontare ai fortunati di domani che se lo troveranno contro. Oggi però tale fortuna è vostra e dovete sfruttarla.
Di converso, non appena il commento fosse anche solo leggermente più profondo, tipo “sul flop ha puntato poco” oppure “da small ha chiamato un per quattro con KJ” ebbene il giocatore in questione, probabilmente sa il fatto suo. La sua analisi della mano parte dalle origini, non si sofferma solo a guardare le carte scoperte ma sta ricostruendo il colpo. Non è certo detto che sia un grande giocatore, però è un osservatore. Contro di lui potete variare il vostro gioco e tendere delle trappole.
Contro un giocatore che si basa solo sulle sue carte, perché mai variare il proprio gioco? Tanto non se ne accorge. Allora ecco che potrete procedere con piccoli bet se non avete nulla o cercate di comprarvi le carte mentre potete tranquillamente overbettare se avete un punto forte. Tanto non calcola le pot odds e gli outs, egli riesamina le sue carte e riflette solo sul suo attuale punteggio. Se non ha gradito il flop passa, indipendentemente dalla cifra, se pensa di avere un buon punto non passerà neanche di fronte alle cannonate. Tutti i libri consigliano di variare i betting patterns perché i buoni giocatori li memorizzano e sfruttano a loro favore. Vero, ma se il mio attuale opponent non lo farà mai, perché non sfruttare ora questo vantaggio?
Inutile provare a fare un elenco esaustivo, di frasi da analizzare perchè ve ne sono moltissime. Tenete a mente però che il momento della confessione si ha a condizione che il commento sia spontaneo. Se richiesto, spesso sotto forma di domanda, allora lo spunto di riflessione va rivolto alla domanda e non alla risposta che il più delle volte è un semplice dare ragione a chi ci interpella. Questo perché dando ragione si evitano spesso problemi e giustificazioni oltre che moleste discussioni.
Inoltre il commento deve essere rivolto alla giocata del giocatore eliminato e non alla mano vincente: anche qui la sincerità non lavora più al 99% perché colui che ha vinto il colpo è ancora al tavolo, per cui alcune frasi potrebbero essere forzate o dettate dalla cordialità dei rapporti umani.
Il perché si creino commenti sinceri è davvero opinabile. Posso far notare come da un lato non ricordo alcun grande romanzo di formazione in cui il protagonista morente abbia mentito. Anzi, è quasi sempre il momento clou in cui tante verità nascoste vengono disvelate. Infatti la menzogna in quel momento non fa minimamente parte della nostra cultura ed istintivamente abbassiamo la guardia. Però a noi interessano i commenti degli altri e non dell’eliminato. D’altra parte l’eliminazione da un torneo di poker non è certo un evento tragico, per cui l’umana pietà non impedisce di criticare e dunque si è inclini alla sincerità nel commentare l’accaduto.
Curiosamente l’uomo in questa circostanza abbassa completamente la soglia di attenzione e si lascia andare, permettendo agli altri di scrutare a fondo la sua personalità al tavolo, le sue aspettative dal torneo, il suo modo di interpretare i prossimi ostacoli. È davvero particolare, visto che gli uomini solitamente aprono il loro animo ed evitano di difendersi solo in presenza di facce familiari e di comprovata fiducia. Nei casi presi in esame, essi prestano il fianco a persone che sono dichiaratamente degli avversari al tavolo.
Poco importa comunque; il punto di interesse per il giocatore di poker è il seguente:
Il “confiteor” si ha di fronte ad un commento spontaneo sulla giocata del giocatore eliminato. La confessione è pressoché sempre sincera.
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